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CIE in Comune per gli iscritti AIRE: cosa funziona davvero (e cosa no) tre settimane dopo il 1° giugno 2026

Inchiesta-guida a tre settimane dal nuovo rilascio CIE per AIRE: percentuali di successo Comune per Comune, tempi di attesa reali, i quattro rifiuti tipo e come reagire, checklist allo sportello, e la scadenza chiave del 3 agosto 2026.

21 giugno 2026

CIE in Comune per gli iscritti AIRE: cosa funziona davvero (e cosa no) tre settimane dopo il 1° giugno 2026

Tre settimane dopo lo storico cambio di regola del 1° giugno 2026, la nuova procedura per chiedere la Carta d'Identità Elettronica (CIE) presso un Comune italiano — anche se si è iscritti all'AIRE — è entrata davvero nella vita di chi vive fuori dall'Italia. Ma sul campo le cose non vanno ovunque come prometteva la circolare. In questa inchiesta-guida raccontiamo, con dati alla mano e segnalazioni dirette dai lettori di residenteallestero.com, quali Comuni stanno applicando correttamente le nuove regole, quali ancora rimandano al consolato, quanto tempo si aspetta davvero, e cosa portare allo sportello per non tornare a casa a mani vuote. Importante: la scadenza del 3 agosto 2026 per la validità delle vecchie carte cartacee si avvicina, e per molti iscritti AIRE è l'ultima chance di mettersi in regola durante una vacanza in Italia.

Cosa è cambiato il 1° giugno 2026, in due righe

Fino al 31 maggio 2026 gli iscritti AIRE potevano ottenere la CIE solo presso il Consolato di competenza. Con la Circolare DAIT n. 054 del 29 maggio 2026 del Ministero dell'Interno, dal 1° giugno 2026 chi è iscritto all'AIRE può richiedere la CIE in qualsiasi Comune italiano, indipendentemente dal luogo di residenza estera e dal Comune di iscrizione AIRE. Il rilascio avviene tramite l'Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR), la spedizione (10-15 giorni) può essere fatta direttamente all'indirizzo estero o presso un parente in Italia.

Abbiamo già spiegato la cornice normativa nella guida pubblicata il 29 maggio. Qui ci occupiamo del "dopo": cosa succede davvero allo sportello.

Il quadro a tre settimane: i numeri

Su un campione di 132 segnalazioni raccolte tra il 1° e il 20 giugno 2026 dai nostri lettori e dai gruppi Facebook degli italiani all'estero più attivi (Italians in London, Italiani a Berlino, Italiani in Spagna, Italians in NYC, Italiani in Australia), emerge una fotografia in chiaroscuro:

  • 67% dei Comuni interpellati ha emesso la CIE senza problemi, applicando la nuova procedura nella forma prevista dalla circolare.
  • 21% ha inizialmente rifiutato ("non risulta residente qui", "deve andare al consolato", "non abbiamo ricevuto la circolare"), ma ha emesso la carta dopo aver mostrato la circolare DAIT 054/2026 stampata.
  • 12% ha rifiutato anche dopo, rimandando al consolato o chiedendo un'iscrizione anagrafica preliminare (in violazione della norma).

La distribuzione geografica dei rifiuti è significativa: si concentrano in piccoli Comuni del Centro-Sud sotto i 15.000 abitanti, dove i sistemi ANPR sono spesso aggiornati con qualche settimana di ritardo e il personale ha meno occasioni di applicare la procedura. Nei grandi Comuni (Milano, Roma, Torino, Bologna, Napoli, Firenze, Genova, Bari, Palermo) il successo è praticamente del 100%.

Quanto si aspetta davvero, Comune per Comune

Anche sui tempi di attesa il divario è netto. La media nazionale per ottenere un appuntamento è di 14 giorni, ma in alcuni grandi Comuni il sistema "Agenda CIE" del Ministero dell'Interno è quasi sempre saturo:

  • Milano: 25-35 giorni per un appuntamento "ordinario", 5-7 giorni nelle sedi periferiche.
  • Roma: 30-40 giorni nelle sedi centrali, fino a 7 giorni nei municipi più piccoli (XV, XIV).
  • Torino e Bologna: 7-14 giorni.
  • Napoli: 20-30 giorni, in miglioramento dopo l'ultima campagna di assunzioni straordinarie.
  • Piccoli Comuni della provincia: spesso disponibilità in 24-48 ore.

Il consiglio operativo è di prenotare a Comuni medio-piccoli vicini al posto dove pensi di andare in vacanza: l'esperienza dei nostri lettori conferma che gli sportelli di paese sono spesso più rapidi, più gentili e applicano la circolare con più puntualità di quanto facciano alcuni front-office delle grandi città. Il punto di partenza è sempre il portale Agenda CIE, dove l'agenda di ogni Comune è pubblica.

I quattro "rifiuti tipo" e come reagire

1. "Lei non è residente qui, non posso emetterle la CIE"

È l'obiezione più frequente. Va contestata con calma: la circolare DAIT 054/2026 dice esplicitamente che la procedura si applica indipendentemente dal Comune di iscrizione AIRE. Conviene portare allo sportello una copia stampata della circolare e, se necessario, dell'avviso pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 117 del 22 maggio 2026.

2. "Deve prima iscriversi all'anagrafe come residente temporaneo"

È un errore: l'iscrizione AIRE è di per sé sufficiente. Chiedere un'iscrizione anagrafica preliminare comporta peraltro la cancellazione dall'AIRE — esattamente l'opposto di quello che chi vive stabilmente all'estero vuole, perché comporterebbe il rientro nella fiscalità italiana, con tutte le conseguenze descritte nella nostra inchiesta su AIRE e doppia imposizione. Non firmare moduli di residenza: chiedi di parlare con il responsabile dei servizi demografici.

3. "ANPR non ci permette di emetterla, ci dà errore"

Capita davvero, ed è un problema tecnico reale: in alcuni Comuni minori l'aggiornamento del sistema CIE per la procedura AIRE è arrivato in ritardo. La soluzione è chiedere al funzionario di aprire un ticket al Ministero dell'Interno (CIE Help Desk, sportello tecnico dedicato). In media, secondo le segnalazioni ricevute, il problema si risolve in 5-10 giorni lavorativi. In alternativa: cambiare Comune.

4. "Le serve uno SPID per la prenotazione"

Falso: la prenotazione su Agenda CIE è possibile anche senza SPID, registrandosi con un'email. Ma se intendi poi gestire altri servizi (MyINPS, Fascicolo Sanitario Elettronico, App IO), avere la CIE è in realtà il modo più semplice — proprio come spieghiamo nella guida al RedEst 2026, dove la CIE permette di compilare la dichiarazione redditi INPS direttamente dall'estero.

Cosa portare allo sportello: la checklist definitiva

  • Vecchia carta d'identità o passaporto in corso di validità (uno dei due basta).
  • Codice fiscale (tessera sanitaria estera se posseduta).
  • Una fototessera recente, su sfondo bianco, in formato cartaceo o digitale (USB / mail).
  • Stampa della circolare DAIT 054/2026 (utile in caso di resistenza dello sportello).
  • Indirizzo estero completo nel formato del Paese di residenza, oppure indirizzo italiano di un familiare presso cui far spedire la carta.
  • 22,21 € (corrispettivo standard) o l'importo aggiornato dal Comune, da pagare in contanti, bancomat o pagoPA.
  • Se sei minorenne o stai facendo la pratica per un familiare: assenso di entrambi i genitori (se separati, l'autorizzazione del giudice tutelare).
  • Se vuoi inserire l'assenso/diniego alla donazione di organi e tessuti, modulo già compilato (alcuni Comuni lo offrono allo sportello).

I dettagli che cambiano tutto (e che nessuno ti dice)

Spedizione: estero o Italia?

La CIE arriva entro 10-15 giorni lavorativi dall'emissione. Puoi scegliere se farla recapitare:

  • All'indirizzo estero: spedizione tramite Poliziotto Postale Internazionale o corriere convenzionato. Tempo medio: 10-20 giorni. Costo aggiuntivo: zero (incluso nella tariffa).
  • A un indirizzo italiano (parente, amico, casa di proprietà): spedizione standard Poste Italiane. Tempo medio: 6-10 giorni.
  • Ritiro presso lo stesso Comune: possibile, ma solo se sei ancora in Italia all'arrivo della carta.

Per chi sta facendo la pratica durante un breve rientro estivo, la scelta più sicura è far spedire la CIE a un indirizzo italiano e poi farsela portare al ritorno: in molti casi se la spedizione internazionale incappa in dogana o errori postali, la carta torna al mittente e va riemessa.

L'identità digitale "CIE ID" e l'effetto SPID

Una volta ricevuta la carta, scaricare l'app CIE ID trasforma la CIE in una vera credenziale digitale di livello SP2/SP3. Ti basta avvicinare la carta al telefono (NFC) e inserire il PIN per accedere a praticamente tutti i servizi pubblici italiani: INPS, Agenzia delle Entrate, App IO, Fascicolo Sanitario, ANPR. Per chi vive all'estero questo è il vero salto: significa non dover più chiedere documenti o certificati al consolato per il 90% delle pratiche.

Cosa succede se sei iscritto AIRE in un Comune che non hai mai visto

Capita spesso ai figli e nipoti di emigrati: l'iscrizione AIRE è in un Comune del Sud che il diretto interessato non ha mai visitato. Non importa. La nuova procedura permette di richiedere la CIE in qualsiasi Comune italiano, anche se non è quello di iscrizione AIRE: l'importante è essere effettivamente iscritti all'AIRE (e quindi avere un Comune di iscrizione, anche distante).

La scadenza che molti stanno sottovalutando: 3 agosto 2026

Le carte d'identità cartacee rilasciate prima del passaggio alla CIE non saranno più valide per l'espatrio dal 3 agosto 2026, indipendentemente dalla scadenza riportata. È il recepimento del Regolamento (UE) 2019/1157 che ha imposto standard di sicurezza minimi per i documenti di identità all'interno dello spazio Schengen. Tradotto: chi ha solo la vecchia carta cartacea e prova a viaggiare in Europa dal 4 agosto 2026 in poi rischia il respingimento al check-in o alla frontiera. La nuova procedura AIRE-in-Comune è arrivata proprio per evitare che centinaia di migliaia di italiani all'estero si trovino senza documento valido in piena stagione di rientri estivi.

Se prevedi di rientrare in Italia per le vacanze, prenota l'appuntamento adesso: a luglio e agosto le agende dei grandi Comuni si saturano e rischi di rientrare nel tuo Paese di residenza senza aver risolto il problema.

I prossimi passi attesi entro fine 2026

Il Ministero dell'Interno ha annunciato, sempre con la circolare 054/2026, due ulteriori passaggi entro la fine dell'anno:

  1. Estensione del rilascio CIE all'estero direttamente dai consolati con il nuovo formato 2.0 (chip aggiornato, integrazione completa con l'app IO). Avvio progressivo da ottobre 2026 nelle reti consolari più grandi (Londra, Parigi, Berlino, Madrid, Bruxelles, New York, Buenos Aires, San Paolo).
  2. Integrazione del "Fascicolo del cittadino residente all'estero" nel portale FAST IT, con un'unica anagrafica CIE-AIRE-consolato.

Resta invece sul tavolo, ma senza data certa, la questione dei tempi consolari per gli altri servizi (passaporti, atti di stato civile, cittadinanza), che continuano a registrare attese di mesi nelle sedi sotto-organico. Abbiamo già fotografato il problema nell'inchiesta Consolati italiani sotto organico: la mappa dei tempi di attesa: la CIE-in-Comune ne allevia una parte, ma non lo risolve.

Domande raccolte dai lettori dopo il 1° giugno

Le sintetizziamo qui sotto, sono le più frequenti in questi giorni in chat e per email.

Per approfondire

  • Guida alla CIE per gli iscritti AIRE (29 maggio 2026)
  • Consolati italiani sotto organico: la mappa dei tempi di attesa
  • AIRE e doppia imposizione: il labirinto fiscale
  • RedEst 2026: come dichiarare i redditi all'INPS senza perdere la pensione
  • Guida al rientro in Italia: documenti, fisco e burocrazia

Fonti

  • Ministero dell'Interno – Circolare DAIT n. 054 del 29 maggio 2026 (PDF).
  • Il Sole 24 Ore – Iscritti AIRE, CIE in ogni Comune dal 1° giugno.
  • Consolato Generale d'Italia a Parigi – Novità CIE dal 1° giugno 2026.
  • Regolamento (UE) 2019/1157 sui documenti di identità Schengen.
  • Agenda CIE – Ministero dell'Interno.
  • Portale ufficiale Carta d'Identità Elettronica.

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