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RedEst 2026: come dichiarare i redditi all'INPS senza perdere la pensione

Guida operativa al RedEst 2026: chi deve presentarlo, cosa dichiarare, scadenze Paese per Paese, cosa succede in caso di mancata risposta e come rimediare. Tutto sulla campagna INPS aperta a giugno 2026.

18 giugno 2026

RedEst 2026: come dichiarare i redditi all'INPS senza perdere la pensione

Se ricevi una pensione italiana e vivi fuori dai confini, il 2026 è l'anno in cui non puoi permetterti di ignorare una sigla apparentemente innocua: RedEst. Con il messaggio INPS n. 1864 del 4 giugno 2026 l'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale ha aperto ufficialmente la campagna di accertamento dei redditi 2025 per i pensionati residenti all'estero. Tradotto in parole semplici: nei prossimi mesi centinaia di migliaia di pensionati italiani che vivono in Europa, in America Latina, in Nord America, in Australia e in Africa dovranno dimostrare all'INPS quanto hanno guadagnato lo scorso anno. Chi non lo farà entro le scadenze rischia la sospensione, e poi la revoca, delle prestazioni collegate al reddito: integrazione al trattamento minimo, maggiorazioni sociali, quattordicesima, assegni familiari, pensioni di invalidità civile e di reversibilità.

In questa guida — pensata per essere letta una volta sola e tenuta a portata di mano per tutta la campagna 2026 — trovi chi è obbligato a presentare RedEst, cosa dichiarare, come farlo Paese per Paese, quali sono le scadenze, cosa succede se non rispondi, e come rimediare a errori del passato. Tutto basato sulle istruzioni ufficiali INPS, sulle circolari della Direzione Centrale Pensioni e sulla prassi consolidata dei patronati internazionali.

Cos'è il RedEst e perché esiste

RedEst è la dichiarazione reddituale che ogni anno l'INPS chiede ai pensionati che vivono fuori dall'Italia per verificare se hanno ancora diritto alle prestazioni collegate al reddito. È il parallelo del modello RED che i pensionati residenti in Italia presentano tramite CAF o patronato: stessa logica, regole diverse perché molti dati reddituali esteri non risultano nelle banche dati italiane.

Il principio di fondo è semplice. La pensione "secca" maturata coi contributi versati spetta sempre e non dipende dal reddito. Ma una serie di prestazioni accessorie — integrazione al minimo, maggiorazione sociale, quattordicesima mensilità, assegno per il nucleo familiare, alcune pensioni di invalidità e di reversibilità — sono erogate solo se il reddito complessivo del pensionato (e in alcuni casi del coniuge) non supera certe soglie. Se quel reddito cambia, cambia anche il diritto. Per i pensionati italiani la verifica è automatica tramite Agenzia delle Entrate. Per chi vive all'estero no: l'INPS non vede i redditi prodotti in Germania, in Argentina o in Australia, e deve chiederli al diretto interessato. Da qui il modello RedEst.

La cornice giuridica è data dall'art. 13 della Legge 30 dicembre 1991, n. 412, dal D.L. 269/2003 e dalle circolari INPS che ogni anno ne aggiornano l'applicazione. L'omessa o tardiva dichiarazione comporta — e questa è la parte che spaventa di più — la sospensione cautelativa della prestazione collegata al reddito e, decorso un ulteriore termine, la revoca con recupero delle somme indebitamente percepite.

Cosa è cambiato nel 2026

La campagna 2026, illustrata dal messaggio INPS n. 1864/2026, presenta tre novità operative rispetto agli anni precedenti:

  1. Apertura anticipata della finestra telematica. L'invio online è già attivo da giugno: chi ha tutti i dati può chiudere la pratica prima dell'estate e archiviarla.
  2. Modelli cartacei spediti da settembre 2026. La spedizione fisica del modulo REDEST è programmata, come da prassi, per il mese di settembre, con consegna fra ottobre e novembre a seconda dei Paesi.
  3. Maggiore integrazione con il fascicolo previdenziale del cittadino. Sul portale MyINPS l'area "Servizi per residenti all'estero" mostra ora in modo unificato la convocazione RedEst, la convocazione esistenza in vita Citibank e lo storico delle dichiarazioni passate.

In parallelo procede la Campagna di accertamento dell'esistenza in vita 2026-2027, gestita da Citibank N.A. su mandato INPS, che ad alcuni pensionati arriva quasi sovrapposta al RedEst. Sono due cose diverse: l'esistenza in vita serve a dimostrare che il pensionato è ancora in vita, RedEst serve a dichiarare i suoi redditi. Vanno entrambe rispettate, ma con procedure separate.

Chi deve presentare RedEst nel 2026

La regola di massima è: devi presentare RedEst se sei un pensionato titolare, nel 2025, di almeno una prestazione collegata al reddito e risiedi in un Paese estero. Più nel dettaglio, rientrano fra gli obbligati:

  • Pensionati con integrazione al trattamento minimo (TM).
  • Titolari di maggiorazione sociale o di importo aggiuntivo ex art. 70 L. 388/2000.
  • Pensionati con diritto alla quattordicesima mensilità (somma aggiuntiva ex L. 127/2007).
  • Titolari di pensione di reversibilità soggetta alle riduzioni dell'art. 1, commi 41 e ss., L. 335/1995 in presenza di altri redditi.
  • Titolari di assegni al nucleo familiare o assegni familiari sui trattamenti pensionistici.
  • Pensionati di invalidità civile, cecità, sordità e relativi accompagni residenti in Paesi che ne consentono l'esportazione (in alcuni casi, in base a sentenze CGUE e accordi bilaterali).
  • Eredi o coniugi superstiti che percepiscono ratei collegati al reddito.

Chi riceve solo una pensione "contributiva pura" senza alcuna prestazione collegata al reddito, in linea di principio, non riceve la convocazione. Ma attenzione: se ti arriva il modulo, vai compilato e restituito anche se ritieni di non doverlo, indicando l'assenza di redditi rilevanti. Ignorarlo equivale a non rispondere, con tutto ciò che ne consegue.

Quali redditi vanno dichiarati

I redditi richiesti nel RedEst 2026 si riferiscono all'anno solare 2025. Devono essere indicati in euro, convertiti dal cambio medio annuo della Banca d'Italia (per chi compila online, il portale propone automaticamente il cambio ufficiale). Le categorie principali sono:

  • Redditi da lavoro dipendente o autonomo percepiti all'estero (lordi).
  • Pensioni estere erogate da enti previdenziali stranieri, comprese quelle private/integrative.
  • Redditi da fabbricati situati in Italia e all'estero (canoni di locazione, redditi fondiari).
  • Redditi da capitale: interessi bancari, dividendi, plusvalenze, distribuzioni di fondi.
  • Rendite vitalizie e prestazioni assicurative previdenziali.
  • Altri redditi tassabili in Italia o all'estero (collaborazioni, diritti d'autore, redditi diversi).

Non vanno dichiarate: la casa di abitazione principale, il TFR, alcune indennità di natura risarcitoria, gli arretrati di lavoro dipendente già assoggettati a tassazione separata. La pensione italiana erogata dall'INPS — quella per cui stai compilando — non va indicata di nuovo: l'Istituto la conosce già.

Coniuge e nucleo familiare

Per alcune prestazioni — in particolare assegni familiari, alcune integrazioni e la quattordicesima dei superstiti — vanno dichiarati anche i redditi del coniuge e degli altri familiari a carico. Le soglie sono aggiornate ogni anno dall'INPS (per il 2025 il limite cumulato per la quattordicesima è pari a circa 1,5 volte il trattamento minimo annuo). Il modello RedEst contiene quadri specifici per il nucleo: vanno compilati anche se il coniuge non è cittadino italiano e non risulta all'AIRE.

Come si presenta RedEst nel 2026: tutte le vie

Per evitare lo spauracchio della sospensione, l'INPS mette a disposizione tre canali alternativi. La scelta dipende dalla tua dimestichezza digitale e dal Paese in cui vivi.

1. Invio telematico su MyINPS (la via consigliata)

Già attivo da giugno 2026. Serve SPID, CIE o eIDAS. Per chi è iscritto all'AIRE e ancora non ha lo SPID, il modo più rapido è procurarsi la nuova Carta d'Identità Elettronica: dal 1° giugno 2026 si può richiedere anche presso i Comuni italiani durante un soggiorno in patria, come spieghiamo nella nostra guida alla CIE per gli iscritti AIRE. Una volta ottenuta, basta abbinare le credenziali CIE al portale e l'accesso ai servizi INPS è immediato.

Sul portale, dalla home di "MyINPS", scegli Prestazioni e servizi → RED Estero (RedEst). Il sistema mostra l'anno di campagna in corso, precarica i tuoi dati anagrafici e di pagamento, e ti chiede di compilare i quadri reddituali. Al termine della compilazione si firma digitalmente e si scarica la ricevuta in PDF. Conservala: in caso di contestazione vale come prova documentale dell'invio.

2. Patronati italiani all'estero (la via più sicura per i casi complessi)

I patronati riconosciuti dal Ministero del Lavoro (INCA-CGIL, ACLI, INAS-CISL, ITAL-UIL, EPACA, ENASCO e altri) hanno sportelli in decine di Paesi e offrono il servizio RedEst gratuitamente. È la via consigliata se hai redditi misti (Italia + estero), se il tuo coniuge ha redditi propri, se hai dubbi sulle convenzioni contro la doppia imposizione, o semplicemente se preferisci che qualcuno controlli prima di firmare. Su questa pagina del Ministero del Lavoro trovi l'elenco ufficiale dei patronati e dei loro recapiti esteri.

3. Modulo cartaceo Citibank/INPS

Da settembre 2026 partirà la spedizione postale del modello cartaceo, gestita dalla banca incaricata dei pagamenti delle pensioni estere (storicamente Citibank N.A. – London Branch). Il modulo arriva all'indirizzo che risulta all'INPS: se hai cambiato residenza e non hai aggiornato l'indirizzo, non lo riceverai mai. Una volta compilato, va restituito firmato all'indirizzo indicato nella lettera. È la via più lenta e quella con più rischio di errori: usala solo se non hai accesso al digitale e non c'è patronato nelle vicinanze.

Le scadenze 2026-2027 Paese per Paese

L'INPS divide il mondo in due "ondate" operative, con scadenze leggermente diverse. Le date 2026 confermate dal messaggio 1864/2026 sono:

  • Prima fase (Paesi extra-UE): America, Asia, Estremo Oriente, Paesi scandinavi non UE, Europa dell'Est extra-UE, Sudafrica, Oceania. Invio telematico attivo da giugno 2026, spedizione cartacea da settembre, scadenza ordinaria 15 dicembre 2026, scadenza ultima (oltre la quale parte la sospensione) 28 febbraio 2027.
  • Seconda fase (Paesi UE, SEE, Regno Unito, Svizzera): avvio della spedizione cartacea entro novembre 2026, scadenza ordinaria 28 febbraio 2027, scadenza ultima 30 giugno 2027.

Le date concrete possono variare di qualche giorno in base al Paese: l'unico riferimento autorevole è la lettera personale che riceverai e l'area MyINPS. Non aspettare l'ultimo giorno utile: il sistema, quando si avvicinano le scadenze, va in sovraccarico ed è impossibile rivolgersi al patronato all'ultimo minuto.

Cosa succede se non rispondi (o rispondi in ritardo)

Il meccanismo sanzionatorio è progressivo e merita di essere conosciuto in anticipo, perché la maggior parte dei pensionati che si rivolgono al patronato in panico ha sottovalutato proprio questa parte.

  1. Primo sollecito. Decorsa la scadenza ordinaria, l'INPS invia una lettera di sollecito con un'ulteriore finestra (in genere 60-90 giorni).
  2. Sospensione cautelativa. Se non rispondi nemmeno al sollecito, dalla rata successiva (di solito quella di marzo/aprile 2027 per la prima fase, di luglio/agosto 2027 per la seconda) viene sospesa la parte di pensione legata alle prestazioni collegate al reddito. Continui a ricevere la pensione "base", ma perdi integrazione al minimo, quattordicesima e maggiorazioni.
  3. Revoca e recupero indebito. Dopo un ulteriore anno senza dichiarazione, l'INPS revoca le prestazioni e chiede indietro tutte le somme erogate in eccesso negli anni in cui i redditi non erano stati comunicati. In media, in questi casi, si tratta di importi a cinque cifre.

La buona notizia: presentando il RedEst anche tardivamente, la prestazione viene ripristinata (e si possono incassare gli arretrati nei limiti della prescrizione decennale). Il messaggio operativo è: meglio inviarlo in ritardo che non inviarlo affatto.

Casi particolari frequenti

Pensionato che vive in un Paese convenzionato

I 25 Paesi con convenzione contro la doppia imposizione (Germania, Francia, Spagna, Portogallo, Regno Unito, Stati Uniti, Canada, Australia, Argentina e altri) hanno regole specifiche sul luogo di tassazione della pensione INPS. Il RedEst resta dovuto anche se la pensione è tassata solo all'estero: serve all'INPS per la verifica del diritto alle prestazioni accessorie, non per la tassazione. Trovi il quadro completo dei Paesi e delle regole nella nostra guida dedicata: Pensioni INPS all'estero: regole, tasse e i 25 Paesi convenzionati.

Pensionato con doppia residenza fiscale o iscrizione AIRE controversa

Se vivi stabilmente fuori ma non ti sei iscritto all'AIRE, per il fisco italiano sei ancora residente in Italia e i tuoi redditi esteri vanno dichiarati in Italia. In questi casi il RedEst si combina con il problema più grande della doppia imposizione e dell'iscrizione AIRE — un terreno minato che approfondiamo nell'inchiesta AIRE e doppia imposizione: il labirinto fiscale degli italiani all'estero.

Pensionato che ha lavorato in lavori gravosi o usuranti in altri Paesi UE

Se hai svolto mansioni pesanti in altri Stati membri dell'UE (operaio metalmeccanico, edile, sanitario turnista, minatore), la recente sentenza CGUE C-717/24 impone all'INPS di riconoscere quei periodi anche ai fini delle maggiorazioni e dei coefficienti più favorevoli. Approfittando del RedEst è il momento giusto per chiedere — in parallelo — il riesame in autotutela.

Eredi e coniugi superstiti

In caso di decesso del pensionato l'erede deve comunicare l'evento all'INPS e — se subentra in una pensione di reversibilità — presentare il RedEst per il proprio reddito. Le rate non ancora riscosse possono essere recuperate dagli eredi con la procedura dei "ratei maturati e non riscossi" prevista dall'art. 3 D.P.R. 1092/1973.

Esistenza in vita 2026-2027: non confonderla con RedEst

In parallelo al RedEst, Citibank N.A. – per conto INPS – sta gestendo la campagna di accertamento dell'esistenza in vita 2026-2027. La prima fase è partita il 20 marzo 2026 e riguarda i pensionati residenti in America, Asia, Estremo Oriente, Paesi scandinavi ed Europa dell'Est. La seconda fase, prevista per inizio 2027, coinvolgerà UE, Africa e Oceania.

Differenze chiave:

  • RedEst: dichiari quanto hai guadagnato. Compila tu o il tuo patronato.
  • Esistenza in vita: dimostri di essere vivo. Il modulo va firmato davanti a un "testimone accettabile" (consolato, autorità di polizia locale, notaio, ministro del culto, funzionario di banca) e rispedito a Citibank entro la scadenza indicata. Chi non risponde vede la pensione sospesa dalla rata successiva.

Se ti arrivano insieme, compilali insieme e spediscili separatamente.

Errori da evitare

  • Cambiare indirizzo senza comunicarlo all'INPS. È la causa principale dei mancati invii: i moduli partono ma non arrivano. Aggiorna l'indirizzo al consolato e nell'area MyINPS.
  • Convertire i redditi al cambio sbagliato. Vale il cambio medio annuo Banca d'Italia, non quello del giorno della pensione.
  • Dimenticare i redditi del coniuge quando rilevanti.
  • Firmare moduli pre-compilati senza controllarli: anche un errore in buona fede sulla pensione estera può tradursi in un indebito.
  • Inviare per posta ordinaria senza tracciamento. Per il cartaceo, usa sempre raccomandata o corriere con prova di consegna.
  • Pensare che "tanto la pensione mi arriva lo stesso". È vero per la parte base, falso per integrazione, quattordicesima e maggiorazioni.

Cosa fare oggi, in pratica

  1. Verifica nell'area MyINPS (sezione "Servizi per residenti all'estero") se risulta una convocazione RedEst 2026 a tuo nome.
  2. Se sì, raccogli ora i documenti reddituali del 2025: certificazioni delle pensioni estere, modello reddituale del Paese di residenza, eventuali CU 2026 italiane.
  3. Decidi il canale: online se hai SPID/CIE, patronato se i dati sono complessi.
  4. Procura ricevuta e archiviala per almeno 10 anni.
  5. In parallelo verifica se ti compete l'esistenza in vita 2026-2027 ed evadila prima della scadenza Citibank.

Per approfondire

  • Guida completa per pensionati italiani all'estero — adempimenti, fiscalità, sanità, AIRE.
  • Pensioni INPS all'estero: regole, tasse e i 25 Paesi convenzionati
  • AIRE e doppia imposizione: il labirinto fiscale
  • Sentenza CGUE C-717/24 sui lavori gravosi
  • Carta d'identità elettronica per iscritti AIRE

Fonti

  • IPSOA – Campagna RedEst 2026: al via la raccolta dei redditi dei pensionati all'estero (5 giugno 2026).
  • PMI.it – Pensione INPS all'estero, RedEst contro la sospensione (8 giugno 2026).
  • Pensioni Oggi – Al via la campagna RED 2026 per i residenti all'estero.
  • INPS – Accertamento esistenza in vita pensionati all'estero: avvio prima fase.
  • Ministero del Lavoro – Elenco patronati all'estero.
  • Regolamento (CE) 883/2004 sul coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale.

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