mercoledì, Febbraio 28, 2024
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Alessandra Priante si racconta: “La vita a Madrid, il rapporto con l’Italia e il futuro”

Ha da poco sciolto i lavori di “FITUR 2024”, la Fiera Internazionale del Turismo che ha visto la partecipazione di 250.000 visitatori, la presenza di 152 Paesi, 9.000 aziende e complessivi 430 milioni di entrate per a città di Madrid, città che ha ospitato l’evento giunto alla sua 44esima edizione. Alessandra Priante è la prima italiana a capo della Direzione Europea dello UNWTO, l’Agenzia delle Nazioni Unite che si occupa del turismo globale.

Una donna di successo, un concentrato proteiforme di idee ed iniziative, orgogliosa delle proprie radici abruzzesi e priva di quel tono snob ostentato dal compatriota di turno che ce l’ha fatta. In terra ostile. Con sacrifici. E che prova “subdolamente” a farlo pesare, come se a pagare il conto dei suoi legittimi sforzi debba necessariamente essere il suo interlocutore. Scevra da quegli orpelli dialettici e ridondanti del <<tornerei di corsa in Italia, se solo…>>, la Priante rappresenta l’eccellenza nostrana in un ruolo apicale nel settore fulcro dell’economia mondiale. Ma è pur sempre una donna altrove. 

Al suo quinto anno in Spagna, consuntivo e nuove sfide. Quando rientrerà alla base?  

<<Diciamo che “Nemo propheta in patria” è un concetto che approvo pienamente>>. 

Iniziamo bene… Al netto della citazione evangelica, si sente un cervello in fuga? 

<<Forse sarebbe meglio dire in transito, chissà. Il mio percorso professionale è stato sempre improntato ad una visione esterofila della vita, anche se resto fondamentalmente un’aquilana nel mondo, legata indissolubilmente a Roma e alla Roma, squadra di cui sono super tifosa. Sono una tra le poche bocconiane che ha rinunciato alla carriera finanziaria e a determinate gratificazioni economiche per lavorare nel settore pubblico. E anche durante i miei cinque anni trascorsi nel Golfo Persico a promuovere l’Italia consideravo l’Onu il mio punto d’approdo. Il resto si chiama perseveranza: a furia di inviare curricula, sono stata chiamata>>. 

Ed è dovuta espatriare.  

<<Non si è trattato di un gran travaglio, perché mi considero una globe-trotter e sognavo di vivere a Madrid. Mi trasferii subito prima della pandemia e adesso fatico a vedermi in altri lidi anche se,  conoscendomi, potrebbe non essere la mia ultima tappa. Non fa parte della mia indole accontentarmi ma nemmeno recriminare su ciò che avrei potuto fare in Italia e non finora non si è realizzato. La mia traiettoria l’ho scelta io e non dipende da alcun fattore esterno, però è innegabile che le differenze tra il nostro Paese ed altre realtà siano macroscopiche>>.

Perché l’Italia è la tomba della meritocrazia?

<<Ogni volta che torno a casa mi trovo a fare le stesse valutazioni. Trovo onestamente malinconico che esistano tutte queste storie di professionalità frustrata, di sogni infranti per uno sviluppo di carriera perennemente rallentato da ostacoli di ogni tipo. Non è il mio caso, ma capisco come per alcuni scegliere di trasferirsi all’estero non è un’opzione, ma diventi piuttosto una necessità. Paghiamo principalmente l’arretratezza tecnologica ed infrastrutturale nei comparti principali della società ed è davvero un peccato, perché quando organizziamo eventi di comunicazione e creatività siamo sempre all’avanguardia senza temere confronti con nessuno. E poi c’è l’aspetto che reputo più spiacevole in assoluto>>. 

Prego.

<<Noi italiani abbiamo questa fastidiosa tendenza all’autolesionismo, quasi una vocazione a farci del male. Qui a Madrid le persone camminano a testa alta e ti guardano dritte negli occhi. Gente che magari non bada troppo alla forma e all’apparenza, ma vive di concretezza cercando soluzioni. E’ una capitale europea che sta vivendo le dinamiche della Milano degli Anni Novanta, permeata di fermento e innovazione. Con quella mentalità che le consente di rilanciarsi, mettendosi in discussione tentando di migliorarsi ogni giorno. I problemi esistono ad ogni latitudine, ma ho constatato come sia soprattutto l’approccio a fare la differenza>>.

Ossia?  

<<Prenda Roma, la mia città adottiva. Le buche nelle strade, il dissesto e il degrado a cui siamo quasi rassegnati. A Madrid detestano che all’estero si possa parlar male della città e fanno l’impossibile prodigandosi per risolvere qualsiasi criticità. Sono valori alimentati da quel senso civico fondamentale per progredire>>.

Da anni segue le policies, dati e rilevazioni del turismo internazionale. E anche durante il suo mandato spagnolo avrà conosciuto innumerevoli casi di expat. 

<<Sì, sono in costante incremento. Senza dubbio il Covid ha riscritto le regole nel rapporto tra lavoro e tempo libero. Il nomadismo digitale è ormai una realtà consolidata. Perfino un amministratore delegato ormai si reca in azienda non più di un paio di volte a settimana, non ha più motivi per farlo. E a maggior ragione il livello di fruibilità dei servizi offerti e l’appeal di un luogo inducono il visitatore a riflettere sulla qualità della propria vita incidendo sulla volontà di cambiamento. Il turismo è un settore economico ma è anche molto “umano”, rispondendo a bisogni primari, a cominciare da quello neurologico. Ed è dunque logico che il combinato disposto lavorar bene-vivere meglio incentivi questo flusso di migrazione>>.    

L’impegno istituzionale, il ruolo, le responsabilità. Ma da professore della Luiss Business School come valuta la forza lavoro del domani?

<<Trasferire ai miei studenti anche solo una parte del mio expertise mi appaga e mi rende sempre entusiasta. L’insegnamento conserva tuttora intatto il suo fascino, come la condivisione continua delle esperienze maturate. E’ una bella generazione: sono ragazzi solo più tecnologici e introversi rispetto ai tempi in cui studiavo io, ma restano la mia grande speranza del futuro>>


Alessandra PrianteDirettore Europa UNWTO (United Nations World Tourism Organization) – Madrid

Economista di grande esperienza internazionale e diplomatica, attualmente è a Madrid come Direttore Europa Nazioni Unite – Turismo, prima donna, prima italiana nella storia dell’Agenzia a occupare questa posizione così prestigiosa.

In questo ruolo gestisce la Regione più importante dell’Agenzia, con 42 Paesi Membri che da soli rappresentano il 51% del mercato turistico mondiale.

Durante questo periodo, che identifica la più grave crisi per il settore a livello globale, Alessandra si è resa protagonista di molte iniziative di grande impatto che hanno posizionato lo UNWTO al cuore delle Istituzioni Europee e l’Italia al centro della campagna di comunicazione globale per la ripartenza del turismo (#RestartTourism).

Tra le altre attività, è stata anche responsabile del Comitato Tecnico della Commissione di Crisi Globale per il settore del turismo, organismo che raggruppa le Agenzie ONU, i Paesi Membri UNWTO e le associazioni internazionali del settore privato.

Laureata in Bocconi in economia aziendale, con due Master di cui un executive MBA alla Luiss, 6 lingue straniere e grande passione per lo Stato, ha ripreso le fila delle policies del turismo nazionale dal 2015, di ritorno da una eccezionale missione diplomatica nel Golfo Persico durata 5 anni, finalizzata a promuovere il Paese Italia in UAE, Oman, Qatar, Kuwait e Bahrain.

In poco tempo è riuscita a riportare l’Italia in posizione centrale nelle principali piattaforme internazionali, da UNWTO (Organizzazione mondiale del turismo) ad OCSE, Europa e le strategie BlueMed, Eusair, Eusalp. 

Come esperta di policy e soprattutto di analisi economica e finanziaria, Alessandra si è occupata del coordinamento per la costruzione di una seria base dati nazionale ed ha partecipato alla redazione del piano strategico nazionale 2017-2020, alle riforme di governance sino alla gestione della difficile transizione del turismo dalla cultura vs l’agricoltura nel 2018. Oltre a questo oneroso incarico con il governo 2018-2019 è stata il capo ufficio relazioni internazionali e del cerimoniale del MiPAAFT.

Autrice di numerose pubblicazioni, ha insegnato in varie università italiane e attualmente è professore associato alla Luiss Business School e Research fellow del Centro di Ricerca di Corporate Strategy alla Luiss. E’ appassionata di musica, cinema, arte e buona cucina. Ma soprattutto è appassionata del suo lavoro e ama leggere, viaggiare, la sua famiglia e gli amici.

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